Durata
Durata della singola seduta e numero di incontri dipendono dal programma. Per alcune indicazioni, come incontinenza da sforzo o mista, le linee guida prevedono almeno tre mesi di esercizi supervisionati.
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Il protocollo riabilitativo può essere indirizzato al miglioramento del tono e della resistenza muscolare (riabilitazione per incontinenza o in gravidanza), al ripristino della coordinazione muscolare (riabilitazione per dissinergia addomino-pelvica o nelle forme di vaginismo o anismo) oppure al miglioramento della funzione sessuale (disfunzioni sessuali).
CAUSE
il pavimento pelvico è una struttura muscolo-tendinea che forma la chiusura inferiore del bacino. le sue strutture avvolgono gli organi pelvici (vescica, utero e retto) sostenendoli e andando a formare nel loro tratto finale gli sfinteri. il pavimento pelvico partecipa quindi attivamente all'attività degli organi pelvici intervenendo nella funzione urinaria, fecale, sessuale e riproduttiva.
la gravidanza, il parto naturale, l'aumento cronico della pressione addominale (stitichezza, obesità, bronchite cronica, etc.), le modificazioni ormonali durante la gravidanza o nella menopausa oppure interventi chirurgici sulla pelvi, insieme ad una predisposizione genetica del singolo individuo, sono responsabili dell'allungamento ed assottigliamento delle fibre muscolari e del tessuto connettivo che compongono il pavimento pelvico con la conseguente perdita della funzione di sostegno e continenza degli organi pelvici.
SINTOMI
i sintomi tipici delle disfunzioni del pavimento pelvico sono legati alla perdita di funzione degli organi pelvici e possono essere suddivisi in:
• sintomi urinari (incontinenza, difficoltà alla minzione, incompleto svuotamento vescicale, urgenza minzionale, senso di peso pelvico, etc.).
• sintomi sessuali (dolore o impossibilità ad avere rapporti sessuali, riduzione della sensibilità vaginale e del piacere sessuale, difficoltà o impossibilità a raggiungere l'orgasmo ed alcune forme di impotenza maschile).
• sintomi fecali (incontinenza ai gas o feci, stipsi, difficoltosa defecazione, malattia emorroidaria o ragadi anali ricorrenti, senso di incompleto svuotamento, evacuazioni ripetute, etc.).
RISCHI
La riabilitazione del pavimento pelvico è generalmente ben tollerata, ma indicazioni, precauzioni e possibili effetti indesiderati dipendono dalle tecniche impiegate e dalle condizioni individuali. L’elettrostimolazione richiede una valutazione specifica e può essere controindicata, tra gli altri casi, nei portatori di pacemaker o defibrillatore.
CURE E TRATTAMENTI
la riabilitazione del pavimento pelvico prevede come prima fase la presa di conoscenza della posizione e funzione dei muscoli pelvici. assieme al terapista si impara a contrarre e rilasciare i muscoli pelvici in modo da poterli successivamente allenare con specifici esercizi. questa prima fase è fondamentale perché di solito non si ha coscienza dell'utilizzo dei muscoli del pavimento pelvico che lavorano quasi sempre in modo involontario. la presa di coscienza e la fase di allenamento sono costantemente monitorate dal terapista mediante specifiche apparecchiature che attraverso delle sonde endocavitarie rilevano l'attività muscolare.
la costante verifica della corretta attività muscolare durante gli esercizi è alla base del successo del protocollo riabilitativo. la difficile individuazione dei muscoli ed il loro incompleto controllo rappresentano, infatti, il principale motivo del frequente fallimento delle tecniche o dei dispositivi fai da te.
In alcuni percorsi possono essere impiegati biofeedback, elettrostimolazione o dispositivi elettromagnetici. La loro indicazione non è automatica: efficacia, possibili disagi e compatibilità con pacemaker o altri dispositivi impiantati devono essere valutati individualmente.
Le informazioni sono generali e non sostituiscono la valutazione individuale. Quando la pagina descrive una condizione, tempi e rischi dipendono dagli esami e dal trattamento effettivamente scelto.
Durata della singola seduta e numero di incontri dipendono dal programma. Per alcune indicazioni, come incontinenza da sforzo o mista, le linee guida prevedono almeno tre mesi di esercizi supervisionati.
Possono comparire indolenzimento o temporaneo aumento dei sintomi. Le tecniche interne possono causare disagio; l’elettrostimolazione può provocare irritazione, dolore o, raramente, ustione.
Dolore acuto non valutato, infezione, sanguinamento, gravidanza o fase post-operatoria richiedono adattamento. Pacemaker e altri dispositivi impiantati devono essere verificati prima dell’elettrostimolazione.
La valutazione è personalizzata e comprende indicazioni, limiti, possibili alternative e precauzioni pertinenti. Iscrizione all'Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Napoli n. 27812.